Nessuno ne parla ma tutti le usano. Parte I

Mettiamo che dopo i 25 non hai più così tanta voglia (ed energia) di stare in giro fino a tardi. Mettiamo che per comodità continui a frequentare gli stessi locali quindi ad incontrare le stesse persone. Mettiamo la curiosità, le nuove generazioni, l’evoluzione e il progresso ma chi non ha mai avuto anche solo la curiosità di sapere come funzionano i siti d’incontri? Non c’è stata amica (perchè gli amici, uomini, sono già navigati anche se spesso non lo dicono) che sapendo che io sì, mi ero iscritta, non mi abbia chiesto maggior informazioni. Amiche single e non sia chiaro.

La curiosità d’altronde è nella natura dell’uomo, perché demonizzarla quando si tratta dating online? E’ la stesso desiderio che ha spinto me ad iscrivermi dopo averne sentito tanto parlare. Ero (uso l’imperfetto non a caso) single, libera da ogni travaglio di relazione passata, era estate, avevo voglia di conoscere gente nuova, le più svariate sfumature di uomini, ero interessata a vedere come ci si approccia su un campo neutro, sconosciuto, etereo se mi permettente.

Scarico Tinder su consiglio di un’amica che già da qualche settimana lo utilizzava: “E’ divertente!” continuava a ripetermi “Puoi essere chi vuoi”. Per due giorni me ne ero persino dimenticata, mi ritorna in mente dopo averlo sentito nominare da una collega. Apro l’app e già penso che troverò pervertiti che hanno solo una cosa in mente, quindi scettica e un po’ impaurita lo ammetto.

Metto un paio di foto, l’età, il nome (il mio, ingenuamente forse, perché ci sono anche quelli che si costruiscono un’identità fake per svelarsi in seguito); man mano che ci “smanetto” capisco anche che posso scegliere i limiti di età e i chilometri massimi di distanza sulla quale ho piacere di incontrare persone.

It’s a match!

It’s di tutto.

Il primo giorno forse ho abusato dei like, avevo più di dieci chat aperte che via via andavo a selezionare fino a lasciarne massimo tre, quelli che mi sembravano più interessanti fino a sentirmi più assiduamente solo con uno.

L’app l’ho cancellata e riscaricata tre volte nell’arco di tre mesi, dell’estate quindi. Un po’ perché mi vergognano a utilizzarla, un po’ dopo avere incontrato qualcuno che mi sembrava interessante e quindi approfondivo la conoscenza altrove, un po’ perché comunque a volte, ancora, mi impauriva. Ogni volta con nuove foto e sempre meno informazioni su di me. Avevo capito l’uso che volevo farne e così facendo anche quei famosi “pervertiti” che temevo tanto all’inizio, che non erano altro che uomini/ragazzi alla ricerca di una notte di solo sesso che da sempre esistono e sempre esisteranno; mi contattavano sempre meno. Sempre più selettiva, sempre meno match. (Ah, ci sono anche donne in cerca di solo sesso, sia chiaro. Abbiamo voluto l’uguaglianza?)

Ho scoperto anche che molte persone che conoscevo, di vista e non, erano iscritti a quell’app. “Ah sì! Ma non la uso nemmeno” dicevano se mi capitava d’ incotrarli in giro. Come no! Perché vergognarsi? Perché fare finta di niente? Perché comportarsi come se ci si ritrovasse iscritti su un certo tipo di app per caso? Alla fine è così che io ho trovato l’amore, ovvero quello che mi sentivo pronta a ricevere, a dare, e credetemi che non me lo aspettavo, non così.

Tutto dipende da quello che vuoi, da quello che cerci. Non è diverso da un qualsiasi social come Instagram o Facebook per citare i più famosi dove puoi essere tranquillamente contattato da qualcuno che ti ha notato e quindi colpito. Solo che lì (nei siti d’incontri) hai un range più ampio, una scelta maggiore, più possibilità di conoscere quello che cerchi e di incontrarlo in comune accordo. Serve solo un pò d’astuzia, un pizzico di ingenuità, una punta di determinazione, perseveranza e quella paura che ti dà coraggio. Quello che non vuoi lo eviti, tutto qui.

Ero la prima a ritenerli squallidi, sono la prima a preferire gli incontri casuali, fatti per strada, in coda alla cassa del supermercato o per un oggetto che ti cade e qualcuno per te raccoglie. Io avevo sempre sognato d’incontrare il classico uomo della mia vita in una libreria, essendo io amante dei libri. Avevo tutto nella mia testa: io che con un libro aperto mentre ero intenta a leggere qualche riga per valutare se fosse di mio interesse o meno alzo lo sguardo e mi accorgo che poco distante da me un uomo mi guarda e mi sorride. Ricambiarlo. Chiudere il libro, decidere di non comparlo e uscire. E tutto il resto è fantasia insomma. Tante volte sono entrata in una libreria con quella speranza. Non è andata così, forse mi è andata meglio.

Adesso ho comunque quell’uomo che mi sorride, mentre leggo un libro sul divano, mentre giriamo in una libreria, o scrivo al computer, o poco prima di addormentarci. Cosa c’è di diverso?

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