Non sempre è bene quel che crediamo bene.

I bambini non mi piacciono, dicevo. Forse perché non lo sono mai stata, o forse perché lo sono tuttora.

Mi imbarazzano i loro discorsi senza un filo logico; anche se poi spesso rido. Invidio il loro poter parlare a sproposito senza essere rimproverati.

A volte invece, fanno discorsi da lasciare spiazzato qualsiasi adulto. Con quel loro parlare incerto ma audace mentre cercano le parole giuste tra tutte quelle che hanno fino ad ora imparato. Sarà che un po’ li temo, perché a differenza di noi adulti sanno dire le cose senza girarci troppo attorno. Se offendono, si intristiscono e ti vengono a chiedere scusa. Se capiscono di far ridere vorrebbero non smettere mai.

Bramo la loro spensieratezza. La loro incoscienza effimera, il loro non sapere cosa li aspetta. Li lascerei nella loro ignoranza se potessi.

Mi rattristo quando vedo dei bambini diventare adulti troppo presto. Quando, per sopravvivere, devono lasciare da parte la loro ingenuità insieme a qualche gioco e farsi grandi. Stimo seppur mi spaventa il loro capire le cose quando non vanno, quando la mamma è triste e il papà lontano. Quando papà combatte per vederli un po’ di più mentre mamma vorrebbe togliergli quel diritto del tutto. E tutto per? Cose da adulti che i bambini imparano, si vedono costretti a comprendere.

Sanno essere così sensibili questi bambini, questi nostri figli ed io vorrei non fargli mai del male e forse è per questo che gli sto lontano. Perché so cosa significa farne, ma soprattutto provarne.

Non hanno colpe, abbiamo scelto noi per loro partendo dal volerli mettere al mondo. Per scelta, per errore, per incoscienza, per stupidità.

Mi guardo attorno e vedo così tanti figli dai genitori separati, spesso ancora prima che se ne accorgessero. Può capitare, mi dico. Ma non dovrebbe capitare che questo diventi oggetto di conflitti, di minacce, di ripicche tra adulti. E invece capita.

Non dovrebbe capitare quel “lo tengo così magari non mi lascia” anche solo pensato; perché l’unica cosa che non ti lascerà mai sarà il titolo di padre o madre di che qualità poi lo decidiamo noi, e ne faremo i conti per tutta la vita.

black-and-white-child-connected-265702

Da una parte capisco un padre assente, obbligato ad esserlo per forze cause maggiori, per scelte non sue ma imposte da chi – il bambino lo sto portando in grembo io quindi è mio e decido io – senza diritto di replica. Lo sbaglio è di due e non può scontarlo uno solo, di cui uno è il figlio. Se la separazione è sinonimo di incapacità allora posso giustificarlo.

Dall’altra non capisco un padre assente che fa sentire la sua voce solo quando la madre insiste su un mantenimento che gli spetta, o quando questa trova un nuovo compagno e quindi improvvisamente papà sembra volersi assumere le sue responsabilità che comunque non sa gestire. Quando bisogna far intervenire degli avvocati. Se la vicinanza è per rancore non si troverà mai un accordo.

Quanta gente. Quanto casino che si potrebbe evitare se ragionassimo meno da grandi e più da piccini.

Se sapessimo ricevere amore e non solo darlo, e viceversa.

Se capissimo che siamo coraggiosi anche quando decidiamo di non prenderci certe responsabilità, che ci vuole il doppio della forza per resistere e andare avanti quando hai un peso sul cuore.

Se lasciassimo scegliere anche ai nostri figli e non solo a chi, credendosi adulto si rivela incapace.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...