Anche gli uomini hanno paura

 

libro vecchioSembra passata una vita da quando iniziai a scrivere questo libro; in effetti sono poco più di due anni.

A ripensarci cambierei tutto ma la verità è che a essere cambiata sono io. Infondo ho scritto solo una storia e quella non la puoi certo cancellare. ‘Verba volant, scripta manent’, ecco perché lo faccio. È un modo per non dimenticare, per fa sì che le azioni, che certe scelte non siano vane. Per fa sì che le parole non siano solamente un susseguirsi di lettere; non siano solamente parole.

A volte ripenso a quei due ragazzi. Mi chiedo come possano essere oggi le vite di Micol e Nicolò. Se abbiano realizzato i loro desideri, se siano rimaste due persone buone, se certi dolori non li abbiano cambiati, divorati. Se siano diventati la parte migliore di loro stessi.

A volte ripenso alla persona che mi ha influenzato in tutto questo. Mi chiedo cosa ne penserebbe, se ne sarebbe contento o infastidito, se avrà avuto il coraggio di leggerlo o non lo avrà mai. Mi chiedo se è felice, o per lo meno in pace.

Ripenso a tutte le vite da cui ho attinto, quelle frasi dette senza pensarci da cui io ho preso ispirazioni. Quegli eventi che hanno fatto tanto soffrire ma che meritavano di essere raccontati, di avere un loro valore perché sono soprattutto le lacrime a non dover essere trascurate. Sono quelle che ci hanno fatto diventare le persone che siamo. Persone che amano, e solo poi persone che si amano.

Le persone che si amano narra una storia così diversa rispetto a quella che sto provando a costruire oggi.

Una racconta di due persone, l’altra di tante e in particolare di una, che è un uomo non più così tanto giovane ma nemmeno vecchio ma che si ritrova a costruire tutto da capo. Anzi mi sbaglio, non è costretto a farlo, lo vuole. Non è un dovere, è un diritto che si è imposto. Vuole spingersi oltre alla zona di conforto che lo ha tenuto sempre così al sicuro eppure così rinchiuso.

Molte volte mi domando come mi sia nata questa idea eccentrica di scrivere un romanzo da un punto di vista maschile che spesso mi porta a modificare intere frasi, peggio quando sono capitoli. A rimanere ferma per giorni senza riuscire a creare niente nonostante io abbia le idee chiare sul suo percorso. Ma lui è un uomo e io una donna. Le scelte che ci spingono a prendere determinate decisioni sono spesso diverse, oppure no. Probabilmente è solo quello che hanno voluto farci credere in tutti questi anni ovvero da sempre. Convincerti che uomo e donna siano emotivamente diversi, distanti. Ci hanno abituato a vedere l’uomo sempre così sicuro di sé, razionale, crudele, insensibile mentre la donna capricciosa, passionale, instabile. Invece i motivi che ci guidano verso una scelta piuttosto che ad un’altra sono infondo gli stessi, cambia solo il modo di esternarli; questo sempre per lo stesso motivo che l’uomo deve apparire più risoluto e la donna drammatica.

E quindi durante le mie sessioni di scrittura devo ricordarmi che non sto descrivendo la vita di un uomo vista da una donna ma sto vivendo la vita di un uomo vista da dentro.

È difficilissimo. In quei momenti devo lasciare in disparte il mio sentirmi donna per essere uomo.

È folle. Ma era quello che sentivo di fare probabilmente spinta dalla mia continua voglia di capire sempre tutto e tutti. Sicuramente spinta da alcuni di quei comportamenti, avuti da uomini, che ho dovuto subire, capire, accettare, giustificare soprattutto quando non mi venivano date spiegazioni. E se inizialmente piangevo per la loro leggerezza, per l’apparente indifferenza con cui riuscivano a portare avanti tali decisioni poi li ho perdonati perché devono avere sofferto anche loro, di nascosto, senza farlo vedere. Questo mi fa capire quindi come, molte volte, può essere difficile essere nei loro panni; mostrarsi forti quando vorrebbero solo lasciarsi andare e piangere, ovunque si trovino. Una donna viene giustificata per questo, l’uomo deriso.

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Sto provando a sezionare pezzo per pezzo questo aspetto degli uomini provando a viverli senza giudicarli.

A maggior ragione in tempi come questi dove viene sempre sottolineato il potere delle donne con affermazioni tipo ‘girlpower’, ‘feminism’ e la cosa che ho sentito dire più spesso a un qualche ragazzo è: “ma chi cazzo vi rompe i coglioni?”. Credo che siano ormai usciti da quella realtà di misoginia e superiorità dell’uomo sulla donna, loro sono andati oltre, noi siamo rimaste ancorate.

Gli uomini sono meno solidi del luogo comune che ci vogliono continuare a imporre.

Anche gli uomini vogliono essere amati.

Anche gli uomini soffrono.

Anche gli uomini hanno bisogno di certezze, di una persona che li faccia sentire al sicuro. Ovunque protetti.

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