Ma gli uomini come fanno?

Sono le 7:52 di un ancora dormiente sabato mattina e sono già davanti al computer con la faccia stropicciata di chi ancora non si è data una sciacquata con abbondante acqua fredda. Ho fatto rientrare il gatto in casa che sentendomi probabilmente da un chilometro e mezzo di distanza con il suo udito da supersayan ha captato i miei passi sul pavimento e ha deciso che un’altra notte brava era giunta al termine. Dalle finestre sento passare di tanto in tanto qualcuno sotto effetto di stupefacenti che corre.

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Perché per correre alle sette del mattino a mio parere, devi per forza avere assunto qualche sostanza dopante. Ho una tremenda voglia di caffè a dal brontolio del mio stomaco non solo ma giusto ieri ho promesso al mio uomo, che non curante ancora (e giustamente) dorme, un risveglio con dei pancake.

Sono le sette e cinquanta e qualcosa, e sono sveglia dalle 6:25; e non per un improvviso attacco d’ispirazione o perché Manzoni mi sia comparso in sogno dandomi un consiglio di scrittura che ho dovuto attuare nell’immediato. Sono sveglia a causa di una sveglia. Non mia, del mio uomo.

Proprio ieri sera mentre mi mettevo nel letto mentre lui già dormiva ho pensato: avrà spento la sveglia? Non è che domattina intorno alle sei si mette a strillare? Ma è ovvio, dai Laura, non essere sempre così poco fiduciosa; figurati se anche lui nel suo primo e vero weekend libero ha voglia di fastidi al mattino presto. L’ha spenta, l’ha spenta.

Tidididi. Tidididi. Tidididi. Tidididi. 6:25. Alza la mano e la spegne.

Tidididi. Tidididi. Tidididi. Tidididi. Sei e non so più che cazzo. Alza la mano e la spegne di nuovo.

Tidididi. Tidididi. Tidididi. Tidididi. La sveglia è nuova e credo non abbia ancora capito come interromperla e non posticiparla. Alza la mano e la spegne. E anche lui si spegne, più o meno nello stesso momento e allo stesso modo con cui fa con la sveglia. Io no.

Il mio è un sonno particolare, va a periodi, giorni e momenti. Ma in generale il bioritmo adesso è questo: non prima delle due di notte, non prima delle dieci del mattino. Quello del mio uomo: non dopo le sei e mezzo, non dopo la mezzanotte. Ah! La compatibilità.

Ma quindi la domanda è una e sorge spontanea: ma gli uomini come fanno?

Google non risolve il mio problema perché digitando queste poche parole che sembrano casuali ma non lo sono mi compare, in sequenza:

  • Ma gli uomini come si innamorano?
  • Ma gli uomini come vogliono le donne?
  • Ma gli uomini come perdono la verginità?
  • Ma gli uomini come corteggiano?
  • Ma gli uomini come sono?
  • Ma gli uomini come amano?
  • Ma gli uomini come le lavatrici

No, aspettate. Eh? Ma gli uomini come le lavatrici? Chi ha fatto questo tipo di ricerca, esattamente, cosa andava cercando?

Vabbè, comunque, andiamo oltre.

Ma gli uomini come fanno a non pensare a certe cose? Tipo staccare dispositivi disturbanti quando non ne hanno bisogno.

Come fanno a vivere così? Con leggerezza, tra un problem solving senza problem o nel rimandare certi da farsi a tempi indefiniti? Mi spiego meglio con più o meno reali e vissuti esempi, dove U sta per uomo e D per donna.

Esempio 1 su vivi la vita con leggerezza che leggerezza non è vivere con superficialità ma planare sulle cose con stocazzo!

D: “Che palle! Il dentista mi ha dato il prossimo appuntamento a fine settembre”

U: “E il problema dove sta?”

D: “Non ho voglia di aspettare così tanto. Mi slitta tutto di un mese così”

Uomo fa un’espressione accigliata e torna a fare quello che stava facendo, ovvero guardare l’ennesimo video della durata tra i venti minuti e l’ora e mezza di macchine che si catapultano, strane invenzioni russe, intelligenza asiatica. Mentre io lì, sul divano, immusonita, in pre-ciclo, incazzata nera con il dentista che non sa nemmeno prendersi le sue responsabilità. Ma d’altronde anche il dentista è uomo, quindi.

Esempio 1 su posticipare all’infinito e oltre.

D: “Amore, dovresti svitare il sifone della doccia, sta accumulando troppo calcare, almeno gli do una lavata”

U: “Sì, dopo lo faccio”.

Dopo un periodo di dopo che è mai, lo sbruffino della doccia mi scoppierà in testa (senza feriti, tranquilli) proprio nel fine settimana in cui Amore era fuori casa.

Qualche settimana dopo.

D: “La doccia perde, non è che non hai agganciato bene il nuovo coso? Prova a vedere cosa c’è che non va”

U: “Dopo guardo”

Giorni dopo.

D: “Hai guardato?”

U: “Sì, è tutto okay ma l’hai preso su Amazon a poco prezzo, è difettato, presto si romperà”

Per me non ha guardato comunque.

Proseguiamo con l’esempio 2.

D: “C’è da riattaccare il quadro, è troppo in alto per farlo io da sola”

U: “Dopo lo faccio”

Qualche settimana dopo lo faccio.

D: “Il quadro”

U: “Non ho i chiodi giusti, questo muro è in pietra, non bastano i chiodi normali, hai visto anche tu l’altra volta che continuavano a rompersi”

Un mese dopo con i chiodi giusti che lui non si aspetta.

D: “Amore, mi faresti un piacere? Potresti riattaccare il quadro al muro che ogni volta che faccio le pulizie mi cade addosso”

U: “Ma non ho i…”

Gli allungo il pacco di chiodi che inchioderebbero anche un’automobile al muro. Li guarda. “Potrebbero andare bene. Ma ho il martello…”

Martello nell’altra mano. “No, questo non va bene”. Ci sono martelli e martelli dunque.

La mia faccia è come quell’emoticon con gli occhi e la bocca tirata in una riga unica.

Però lo fa, si procura il martello giusto e lo attacca. Ho vinto! Ci sono voluti mesi, bastava prenderlo con gentilezza e mettere molti “amore” nelle frasi. Forse ho capito come devo trattare gli uomini. Yee.

U: “Ci voleva tanto?”

D: “A me lo chiedi?”

È ironico. È ironico.

Allo stesso tempo però l’uomo non ha pazienza. Per orgoglio non si metterà mai dietro ad un elettricista, un idraulico, un muratore; lui le cose le vuole fare da solo perché l’uomo nasce imparato e sa fare tutto ma se intercorre una qualsiasi problematica si incazza. Si incazza parecchio, però è testardo e non molla.

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D: “Non conviene chiamare qualcuno che monti le zanzariere di lavoro?”

U: “No! Ce la faccio, è facile”

Poi non so esattamente in che punto è diventato tutto un “zanzariera di emme, porca di quella ti, solo Leroy Marlen può fare delle ci del genere, è tutto una emme, mancano anche i pezzi, e questo pezzo cosa è? Non serve!”

Però l’ha montata, un po’ svergola ma era soddisfatto. Dopo qualche settimana l’ha aggiusta anche. È la zanzariera più bella che abbia mai visto. Sei bravissimo Amore! Se il montatore di zanzariere più bravo del mondo.

Vedo spesso quei meme dove uomo e donna sono nel letto e la donna si domanda a cosa stia pensando l’uomo, a chissà quale domanda esistenziale o concetto filosofico mentre lui sta lì a chiedersi perché facciano le pizze rotonde per poi metterle in scatole quadrate o se ha visto lo stesso piccione più di una volta. E credo che infondo sia vero. Ne fanno da esempio i pensieri che ho avuto io dalle sei e venticinque in poi: come fa la gente ad essere in giro da cosi presto? Chissà se il gatto è già fuori casa o è ancora in giro. Spero che i pancake mi escano buoni, non ho mai fatto quella ricetta. Perché certi ragazzi frequentano l’università ma dicono chiaramente che non vorranno fare un lavoro inerente a quegli studi? (Da qui tutto un esteso discorso interiore che magari seguirà altrettanto in scritto). Fino alla domanda che mi ha portato qui, ma gli uomini come fanno a vivere così?

Noi donne li vediamo come soggetti limitati, che non capiscono e forse nemmeno vedono. Perché non rimettono l’asciugamano appeso vicino alla doccia, esattamente dove lo hanno trovato, ma lo lasciano appoggiato sul lavandino? Perché ogni volta che si lavano le mani sporcano sempre lo specchio che hanno davanti? Perché hanno l’armadio sempre in disordine e per prendere una cosa che sta sotto a tutte le altre ribaltano tutte le altre senza semplicemente alzarle? Perché ci mettono così poco a lavarsi? Perché mangiano così tanto? Perché bevono sempre direttamente dalla bottiglia e non usano mai il bicchiere? Perché hanno e tengono il telefono sempre scarico e non hanno problemi a stare fuori tutta sera così? Perché gli piacciono così tanto i videogiochi e davanti alla playstation diventano tutti preadolescenti arrabbiati?

Di tanto in tanto ripasso la serie televisiva ‘Friends’ e guardo incuriosita l’amicizia tra Joey e Chandler e loro sono il nirvana del pensiero e il comportamento maschile. C’è stata la puntata dove i due amici conviventi dovevano comprare un tavolo nuovo e alla fine tornano a casa con il tavolo da biliardino. O quella dove sono rimasti un giorno intero su due poltrone nuove senza mai alzarsi. I due litigano, anche spesso, a volte come una vera e propria coppia ma come accade tra due amici non sanno dirsi ti voglio bene però se lo dimostrano. Fanno pace molto più velocemente di quello che invece avverrebbe tra due donne, più vendicative e ostinate; è come se si dimenticassero dell’accaduto e vanno avanti.

Sono più semplici di noi, il loro comportamento non è quasi mai ambiguo. A volte fanno le cose senza pensarci e danno importanza a aspetti diversi rispetto ai nostri. Sono romantici a modo loro; noi cerchiamo l’uomo dei film che corre sotto la pioggia per dirci ti amo con un cartellone in mano, loro non sempre lo dicono ma lo dimostrano dandoci il bacio prima di andare al lavoro anche se non sempre quel bacio noi lo sentiamo indaffarate ancora in qualche sogno. Ci accompagnano a fare la spesa anche se odiano ad andare a fare la spesa solo per aiutarci con le buste. Dividono quasi sempre il loro piatto con noi al ristorante. Prendono il nostro dolce preferito anche se non è il loro, solo per darcene qualche cucchiaiata. Tentano di rifare il letto quando la mattina usciamo prima di loro. Si sorprendono cucinandoci qualcosa di buono, anche quando non sanno cucinare. Fanno quello che gli chiediamo anche se significa pedinarli per giorni, settimane, a volte anche mesi; ma poi lo fanno e guai se ce la sbrighiamo da sole.

Ci provano. Ci provano a farsi amare e il più delle volte ci riescono.

Infondo lo sanno che anche loro senza di noi.

Senza di noi che abbelliamo la casa con dei dettagli a cui loro nemmeno pensavano. Che gli facciamo trovare la loro maglietta preferita sempre pulita e stirata, piegata nell’armadio anche se loro dopo disferanno. Che compriamo il pacco di biscotti che gli piace tanto, gli aspettiamo a cena anche se rientrano un poco più tardi dal lavoro rispetto al solito. Gli chiediamo se hanno mangiato, se hanno fame. Li guardiamo dormire. Gli sistemiamo l’asciugamano che lasciano sul lavandino dopo essersi fatti la doccia, a volte, molte volte li rimproveriamo. E loro ci lasciano fare.

Loro più cavernicoli, essenziali e di poche cose; noi più evolute, diligenti, attente, che vorremmo tutto quello che vediamo. Ci insegnano la semplicità, la spensieratezza e noi l’ordine, l’attenzione, il rispetto della casa, nelle cose in e di cui vivono.

Abbiamo bisogno della loro semplicità come loro dei nostri particolari. Dei loro ‘faccio dopo’ come loro dei nostri subito. Abbiamo bisogno del loro amore che sembra essere in qualche modo diverso dal nostro eppure danno tutto quello che sono, che hanno, che possono, esattamente come noi.

E non so se ci sia di mezzo qualche legge tipo quella della compensazione o se sia semplicemente una questione di scelte e a volte anche di bisogni ma avviene tutto in maniera naturale. È un insegnamento reciproco, quello di cui abbiamo bisogno. Quello che è la vita stessa.

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Il fatto che io scelga di svegliarmi ogni giorno accanto allo stesso uomo avviene in maniera naturale, anche quando la mia smania di incontenibilità e incontentabilità mi fanno credere di poter avere di più, ma non è vero. E se anche fosse vero non lo voglio. Non lo voglio perché non mi interessa.

Insomma, ci fanno arrabbiare tante volte ma sono molte di più quelle in cui ce ne innamoriamo di nuovo. Sanno farsi perdonare perché non conoscono i nostripunti deboli, proprio come noi che conoscendo i loro punti deboli sappiamo come perdonarli. Se tutto avviene sempre con sincerità e rispetto. Con equilibrio.

Con amore.

Quello vero.

P.s: Uomo leggendo questo scritto ha detto: mi fai apparire un coglione. Qualcuno può farlo sentire meno solo?

P.s.(1): Uomo dice che la sveglia non fa tidididi ma didi didi didi.

P.s.(2): Uomo dice che fa apposta a far suonare la sveglia nei giorni di riposo perché spegnendola può provare quella goduria di poter dormire ancora molto di più rispetto al solito.

Ah.

Okay.

Non l’ho capita. Come tutto del resto.

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Un pensiero su “Ma gli uomini come fanno?

  1. Il mio blog è basato sull’ironia è chiaro che non sei tenuta a saperlo.
    Sul blog in verità ho trovato vari talenti, alcuni hanno anche pubblicato recentemente un libro,Giovanni Di Rosa, e aiuta con consigli chi vuole pubblicare, altri pubblicheranno a breve, Madved per esempio bravissima, ma ora ha il blog chiuso perché lo sta ristrutturando, e poi altri bravissimi.
    Per me che amo leggere è un piacere conoscere autori nuovi e poter interagire.
    Ti saluto e ti esorto a continuare.

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