Una guerra tra le tante

Non comprendo perché ci stupiamo che nel 2022 si facciano ancora le guerre. Abbiamo mai smesso?

Forse ci stupiamo che ora ci sia in Europa, a 1600km dall’Italia. E quindi ci sembra più reale perché fuori dalla porta di casa, al posto dello zerbino.

Con ciò non dico che non ne sia turbata. È da questa mattina che mi sento triste e penso. Penso a tante cose. Alle occasioni perse, ad esempio. A se avrò l’occasione di averne delle altre. E perderle di nuovo magari.

E mi sento addosso anche una sorta di senso di colpa perché io questa sera posso ancora scegliere se mangiare del sushi o una pizza. Guardare un film su Netflix o ascoltare un podcast o leggere un libro. Se stare per i fatti miei o parlare con qualcuno.

Però poi c’è la spinta, l’istinto che non può fermarmi perché da qualche parte qualcuno soffre più di me adesso.

Io non so cosa farei se mi trovassi in una situazione del genere. Piangerei tanto, avrei paura. Cercherei di nascondermi. Di scappare probabilmente. Non escludo che penserei anche di uccidermi prima che lo faccia qualcun altro al posto mio. La dignità di fare ciò che voglio con il mio corpo e con la mia esistenza fino alla fine.

Non lo so che cosa farei. Nessuno di noi lo può sapere.

Però per favore, basta dire che meritiamo di estinguerci. Che dopo una pandemia non poteva capitarci anche una guerra.

L’uomo non ha mai smesso di fare quello che fa. Solo che evolvendosi ha più mezzi, più soldi, più occasioni e più scuse per compiere certe (catastrofiche) azioni. E di certo non gliene è mai fregato un cazzo a nessuno del pre o post periodo storico in atto.

Non credo nella divisione tra uomo buono e uomo cattivo. Anche io che mi ritengo una persona buona eppure avrò compiuto delle azioni inopportune, sgradevoli per qualcuno. Ho ferito chi volevo bene. Avrò preso in giro uno zoppo o qualcuno di simile di cui ora non ricordo probabilmente ma sono consapevole di averlo fatto.

Così come l’uomo cattivo avrà compiuto qualche buona azione. Avrà accompagnato i propri figli a scuola, avrà fatto una commissione al posto di qualcuno, avrà amato.

Ci sono uomini che vogliono delle cose e altri che ne vogliono altre ancora e ognuno agisce in base a quegli obiettivi con i mezzi che sa usare meglio.

Anche io potrei decidere di fare una guerra ad esempio, ma senza armi. Usando le parole, vado per immaginazione. Parole cattive, di odio e di disprezzo. Sminuendo l’avversario, sfottendo i suoi punti deboli. O non si chiamerebbe guerra?

Lo chiamiamo bullismo. Ma non sarebbe comunque ferire qualcuno?

Ma non sono nella posizione di tenere un simposio su cioè che è guerra e ciò che è pace. Non ne ho le competenze.

E non sarebbe questo il caso.

Quindi la scelta che posso fare io adesso è quella di decidere che tipo di persona voglio essere tra un minuto, tra tre ore, domani.

Non ho mai creduto nella pace nel mondo. Credo nella pace che ognuno ha verso e quindi dentro sé stesso. È questo che divide gli uomini che decidono di fare le guerre da quelli che vorrebbero solo essere lasciati in pace.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...