Non voglio più piacere a tutti

Questa mattina prima di uscire di casa ho scritto un bigliettino da ritrovare al mio rientro: Laura ricordati di scrivere!

Perché in questo lungo periodo pieno di cose da fare, da pensare, da gestire, da vivere, mi sono dimenticata della cosa che mi è sempre venuta più facile fare: scrivere.

Ed è una cosa che quando non faccio, mi manca. Ed è una cosa che quando non faccio me ne accorgo, perché la mia testa si riempie, i pensieri vanno in sovraffollamento e io, maniaca del controllo, soffoco.

Questa mattina mentre facevo le mie solite cose prima di uscire di casa, mi è venuta in mente una frase che ho ascoltato all’interno di un discorso che non era indirizzato a me, che non stavo ascoltando tranne che per quella frase:

non aspettarti niente né da te stessa né dagli altri. E se proprio devi aspettarti qualcosa, aspettati l’impossibile, l’inaudito.

Ho pensato che è una frase bellissima. È una frase che, a ripeterla un po’ mi soffoca in gola perché mi tocca nel personale.

Chi mi conosce un po’ lo sa, sono sempre molto severa con me stessa, pretendo molto dal mio essere: devo essere brava, devo essere puntuale, precisa, sveglia, bella, ordinata. Devo portare a termine per bene tutti i miei lavori. Ma la cosa più difficile di tutte è quando mi impongo di essere come credo che l’altra persona mi voglia, dare quello che credo che l’altra persona voglia da me.

Ed è una cosa su cui sto lavorando tanto ultimamente, un po’ da sola, un po’ aiutata, perché sono arrivata al punto in cui mi sono detta: io non posso piacere a tutti. Io non voglio più piacere a tutti.

Perché questo a volte comportava caricare (involontariamente) anche l’altra persona di aspettative tanto mie per lei quanto sue per me. E a volte l’altra persona non ne aveva voglia o stava già dando il suo massimo ma che a me non bastava, perché non era il mio massimo. E quindi mi arrabbiavo, e quindi ci stavo male perché pensavo non gli importasse abbastanza.

Sostanzialmente l’altro era il mio specchio riflesso. Ero ancora io contro me stessa.

E quindi non voglio più piacere a tutti.

Non voglio più piacere a tutti perché questo comportava anche nascondere parti me, le più insicure ovviamente. Mi rendo conto ora che a volte tendevo alla disumanità: come si fa a essere

sempre impeccabili? Come si fa a essere sempre sul pezzo?

Semplicemente non lo si è. Semplicemente si torna a casa e si piange da soli.

E quindi oggi, da chi vuole accanto, da chi scelgo di avere vicino, voglio farmi vedere per intero, i miei punti forti e miei punti deboli. E se alcuni di questi non piacciono non fa niente, perché “questi” ci sono e fanno parte della mia persona. E quindi ognuno è libero di andare, o di restare.

Perché non voglio più piacere a tutti.

Perché infondo, mi è sempre piaciuto essere sorpresa.

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